La situazione è seria, servono i dati

21/01/2021

 

Per contrastare l’epidemia di Covid-19 è necessario un approccio sistematico basato su dati completi e coerenti, anche sulla campagna vaccinale. Ecco quali.
di Alfio Quarteroni

 
 
 
 

La seconda ondata di questa pandemia ha raggiunto il suo picco su scala nazionale l’ultima settimana di novembre 2020. La lenta discesa che ne è conseguita ha tuttavia avuto effetti assai diversi nelle diverse regioni.
Ciò che più conta è che – come si scorge ora dall’analisi dei dati – il processo di decrescita non solo fatica a consolidarsi, ma mostra (anche se timidi, per ora) segnali di cambio di tendenza. Che sia questa una condizione di assestamento non monotono della seconda ondata, o piuttosto un segnale prodromico alla partenza di una terza ondata, è difficile dirlo. Molto dipenderà, naturalmente, da cosa succederà a partire dal 7 gennaio, quando la riapertura delle scuole e una ripresa delle attività commerciali e industriali, e conseguentemente della mobilità, rafforzerà inevitabilmente la dinamica del contagio. 

Il fattore Rt è vicino a 1, e i contagiati sono 20 volte di più che all’inizio della seconda ondata

Il fattore di riproduzione in diverse regioni è ormai vicinissimo a 1: una riduzione anche se lieve del distanziamento sociale potrebbe riportarlo sopra la soglia critica, in un momento in cui il numero totale degli infetti è ancora straordinariamente grande (intorno a 600 mila). Vale la pena osservare che nella prima metà di settembre 2020, quando la seconda ondata ha assunto il suo carattere di crescita esponenziale, gli infetti erano intorno a 30 mila, un ventesimo degli attuali. Servirà essere molto vigili e disporre di tutte le informazioni che consentano a tutti di capire come evolverà la situazione e, a chi di dovere, come prendere misure adeguate.

Servono dati completi, accurati, distribuiti per regione, provincia, comune, CAP…

Più informazioni significa prioritariamente più dati. Dati completi, accurati, distribuiti territorialmente (per regioni, province ma anche per comuni, meglio ancora se per territori aventi lo stesso CAP). Dati che descrivano in modo chiaro i flussi intra ospedalieri (terapie sub-intensive vs intensive, ad esempio) ed extra-ospedalieri (guariti vs isolati a casa, ad esempio).  Ma anche quelli della dinamica dell’infezione dentro la scuola e fra scuola e casa. Dati che sono stati forniti in modo assai incompleto sino ad ora e che consentono, da un lato, di effettuare il tracciamento ristabilendo se possibile una condizione di controllo essenziale per il governo dell’epidemia; dall’altro, di alimentare i modelli matematici predittivi, essenziali per capire come si diffonderà il contagio. E infine, ma non per importanza, dati accurati e tempestivi sulla campagna vaccinale: quanti individui sono stati vaccinati, a quali classi di età appartengono, come sono distribuiti territorialmente, e il loro follow up.

La governance del processo epidemico si può avvalere di modelli di ottimizzazione sulla politica di vaccinazione. Sarà un processo molto lungo, si possono fare molti errori di valutazione, è fondamentale che chi di dovere possa/sappia consultare questi modelli matematici prima di implementare politiche di intervento, nella consapevolezza che non possiamo permetterci altri errori. È inoltre imperativo che chi prende decisioni le sappia motivare con argomenti supportati da evidenze fattuali ad una popolazione stremata e in crisi di fiducia.