Come i Big Data potranno aiutarci a ripensare gli spazi fisici trasformandoli in luoghi di innovazione e coesione sociale?

12/01/2021

Come progetteremo e realizzeremo le nostre città, infrastrutture e spazi fisici nel futuro? Da dove bisogna partire e quali strumenti possono aiutarci in questa nuova sfida?

Ieri, nell’ambito dei Digital Talks dedicati alla ricerca politecnica, ne abbiamo discusso con il nostro Prof. Piercesare Secchi, Professore di Statistica presso il Dipartimento di Matematica, Politecnico di Milano e socio fondatore di Moxoff.

“Un elemento di complessità nella progettazione e gestione delle infrastrutture per le città del terzo millennio è generato dal fatto che esse devono rispondere ad una domanda molto eterogenea poiché generata da individui che sono diversi nei bisogni e nelle aspirazioni, ma che popolano lo stesso tessuto urbano. Una diversità che io considero fonte di ricchezza culturale e materiale delle nostre città.

I big data offrono la possibilità di un mutamento sostanziale di paradigma, muovendo il problema dell’eterogeneità dalla dimensione della domanda a quella dell’offerta.

Nel vecchio paradigma, a fronte di una domanda eterogenea l’offerta di servizi forniti da una infrastruttura era invece molto omogenea, per l’impossibilità di catturare la variabilità della domanda se non attraverso pochi indicatori medi di riferimento.

La ricchezza di informazioni sugli individui offerta dai big data rende oggi possibile segmentare la popolazione in gruppi, anche molto piccoli, composti da individui tra loro omogenei rispetto a descrizioni molto ricche dei loro bisogni, dei loro usi, dei loro consumi e delle loro aspirazioni. In linea di principio siamo quindi in grado, per mezzo dei big data, di registrare i fabbisogni specifici e personalizzati su segmenti di popolazione, e queste analisi possono aiutare a progettare nuove politiche più precise, puntuali ed in grado di adattarsi a specifici fabbisogni eterogenei“.